Trattamento chirurgico

Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico per via laparoscopica rappre­senta attualmente il gold standard della terapia chirurgica dell’endometriosi.

Può essere di tipo conservativo o demolitivo, in base all’età della paziente e all’eventuale desiderio di prole; è indicato in pazienti sintomatiche e non responsive al trattamen­to medico, generalmente quando le tecniche di imaging preoperatorio evidenziano segni di patologia annessiale o localizzazioni da endometriosi profonda, o più raramen­te a scopo esplorativo in caso di negatività delle indagini preoperatorie, o quando la compromissione funzionale di organi ed apparati imponga la rimozione chirurgica delle lesioni. Più controverso è il caso dell’infertilità come unica indicazione all’approccio chirurgico.

La laparoscopia è l’esame fondamentale che permette di fare una diagnosi certa, visiva ed anatomo-patologica ed è indispensabile per una completa stadiazione della malattia.
Il tasso di risposta in termini di riduzione della sintoma­tologia algica è elevato, 50%-80% circa a seconda delle casistiche di letteratura, tuttavia, analogamente al trat­tamento medico, può essere associato ad un alto tasso di recidiva; l’endometriosi, infatti, può manifestarsi nuo­vamente entro 2 anni dall’intervento in una percentuale di pazienti che va dal 40% al 60%.

Diversi studi indicano anche un incremento del pregnancy rate in pazienti infertili sottoposte a chirurgia per endometriosi.
La valutazione di tale aspetto però è complessa, richiede una corretta analisi dei dati derivanti da gravidan­ze spontanee o medicalmente assistite.
Il trattamento chirurgico non conservativo con annessectomia è riservato ai casi in cui il dolore sia refrattario a qualsiasi trattamento medico e chirur­gico in pazienti in perimenopausa non più desiderose di prole.

La chirurgia laparoscopica si avvale, oggi, di tecnologie avanzate che consentono la riduzione delle complicanze intraoperatorie, una migliore visualizzazione delle lesioni e di conseguenza un miglior outcome chirurgico.
Trattandosi di una patologia benigna, che interessa nella maggior parte dei casi pazienti giovani desiderose di prole, un approccio di tipo conservativo teso al ripristino delle normali condizioni anatomiche e alla preservazione dell’in­nervazione viscerale (tecniche nerve sparing) deve esse­re alla base della strategia chirurgica e richiede capacità chirurgiche specifiche (CHIRURGO PELVICO DEDICATO), che maggiormente possono essere garantite in centri specializzati.

LAPAROSCOPIA

La laparoscopia è un intervento chirurgico specialistico che permette l’esecuzione di trattamenti ginecologici senza l’apertura della parete addominale, utilizzando alcune piccole incisioni sulla cute. Dopo aver eseguito l’anestesia generale, uno strumento denominato "Manipolatore uterino" viene introdotto per via vaginale nell'utero al fine di mobilizzarlo secondo le necessità.
Si esegue quindi una piccola incisione di 1 cm. in prossimità dell’ombelico attraverso cui un gas (anidride carbonica CO2) è introdotto nella cavità addominale. Alcune volte, quando la patologia riscontrata risulta molto voluminosa, si procede ad un ingresso circa 2-3 cm al di sopra dell’ombelico per consentire una migliore visione degli organi pelvici.

Il gas permette una separazione tra la parete addominale e gli organi pelvici creando uno spazio virtuale in cui risulta possibile muovere gli strumenti endoscopici. Nella parete addominale vengono inseriti quattro cilindri metallici chiamati Trocar. Quello centrale presenta un diametro di 10 mm., i tre accessori misurano 5 mm. o 10 mm. di diametro. Attraverso la via di accesso centrale a livello ombelicale o, in alcuni casi, qualche centimetro al di sopra, viene inserita l’ottica laparoscopica. L’ottica viene quindi collegata ad una telecamera ed introdotta attraverso l'incisione centrale. E’ così possibile per l’equipe operatoria eseguire la procedura chirurgica osservando le immagini su di un monitor.

Al termine dell'intervento gli accessi cutanei verranno chiusi mediante una sutura intradermica con punti riassorbibili che non necessitano di essere rimossi o in casi limitati le brecce vengono chiuse con suture tradizionali non riassorbibili che necessitano di essere rimosse dopo circa dieci giorni. Durante questo periodo le ferite verranno protette da un piccolo bendaggio, che dovrà rimanere asciutto e pulito sostituendolo almeno ogni due giorni. La durata dell'intervento chirurgico eseguito per via laparoscopica è variabile (15-30 minuti per un intervento diagnostico, un'ora o più per interventi più complessi).

VANTAGGI

La laparoscopia presenta notevoli vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale:
  • La visione degli organi endoaddominali è notevolmente superiore a quella ottenibile in corso di chirurgia tradizionale e permette una diagnosi definitiva in tutti i casi con interventi caratterizzati da massima precisione e quindi notevole controllo del sanguinamento.
  • La non apertura dell’addome riduce il trauma sugli organi pelvici e la loro disidratazione, favorendo la ripresa funzionale (canalizzazione).
  • Si riduce conseguentemente anche il rischio di infezioni dovuto alla contaminazione con l'ambiente o a corpi estranei.
  • Il decorso post-operatorio è molto più rapido con scarso dolore.
  • La degenza è limitata a due giorni salvo complicazioni ed anche la convalescenza è molto più breve.
  • Conseguentemente i tempi di ripresa alle normali attività lavorative e sociali sono notevolmente ridotti.
  • Il risultato estetico è migliore.